giovedì, 28 agosto 2008

Ormai gli sbalzi d'umore di cui sono vittima sono sempre più netti e sempre più imprevedibili. Martedì sera faticavo ad accennare un sorriso, mentre ieri sera ridevo talmente tanto da risultare forzato e falso, anche se quelle risate non lo erano affatto. La cosa più assurda è che nemmeno io mi rendo conto di quale stato animo ho finchè questo non si "manifesta". Sabato sera sono uscito con l'intenzione di distrarmi e passare una divertente serata con i miei amici,  ma l'esito non è stato affatto quello previsto; ho pensato tutto il tempo. Mentre altre volte, che magari esco già un po' triste e malinconico, viene fuori che mi faccio tante di quelle risate e la mente si rilassa. Decisamente un terno al lotto che non saprei indovinare nemmeno io!!!

Momenti che penso positivo, momento che penso negativo. Momenti di razionalità dove la cosa sembra accettabile, momenti di emotività dove non è accettabile un emerito cazzo di niente! Come si fa inoltre, a vivere con la morte?! Non è di per sè un controsenso? Un paradosso? Una contraddizione? Ma ormai, data l'apertura di questo post, direi che le contraddizioni fanno parte dell'ordine naturale e muovono il mondo, non c'è altra spiegazione...

E nei momenti di negatività, scattano le mie paure maggiori. La paura di perdere le persone care è sempre stata la mia maggiore paura e adesso che questo è già successo una volta, adesso, nel peggiore dei modi, colpendo una delle persone più care, ho paura che questo meccanismo che si è messo in moto non si fermi più. Ho paura di perdere da un momento all'altro tutte le altre persone a cui voglio bene, ho paura davvero. E mi viene da pensare che allora non voglio più conoscere nuove persone a cui affezionarmi, che voglio distaccarmi da quelle a cui tengo, perchè così almeno non avrò più niente da temere. E pensieri cinici nei confronti degli altri mi tartassano la mente, e paradossalmente questo funziona...

...ma poi mi rendo conto che questo non sono io e la paura torna.

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giovedì, 21 agosto 2008

Questa settimana sono tornato nel piccolo paesino montano in provincia di Avellino. Erano 3 anni che non ci tornavo. Per tre estati consecutive ho passato là la settimana di Ferragosto, perchè mio cugino e mia cugina ci passavano l'intero mese di agosto e io per stare in loro compagnia, andavo a trovarli. Per cui, nonostante i posti visitati e i ragazzi e le ragazze conosciute, per me, quel paese, al di là di tutto, aveva soltanto due associazioni: mio cugino e mia cugina.

Quest'anno ci sono tornato, soprattutto per stare in compagnia di mio cugino. Ma i primi 2-3 giorni... mamma mia che pugno nello stomaco sono stati!! Ogni strada, metà delle persone, ogni angolo, mi ricordavano lei. Lei che adorava, anzi, amava passare l'estate là, amava la gente del posto e passare le serate con il suo gruppo di amicizie di lì. In un paio di queste sere ho passato la serata con loro e mi sentivo male perchè al posto mio, o perlomeno al mio fianco, avrebbe dovuto esserci lei. E un'altra sera, in piazza, hanno suonato la tarantella, quella musica che lei amava tanto danzare. E mentre la sentivo suonare, la sua immagine mi si parava davanti agli occhi: lei con la gonna bianca, scalza che balla la tarantella... non ho saputo trattenere le lacrime. Il vento mi avvolgeva, e nonostante mi fossi ripromesso di sorridere al vento, è stato troppo, tutto insieme, non ho saputo fare altro che piangere. In disparte.

La settimana è finita in maniera più positiva, con il gruppo di mio cugino non ho ricordi associati a lei, Marta-girl, e per me è stato più facile svuotare la mente e concedermi alle risate... soprattutto nelle ultime due sere, in cui mi sono concesso anche all'alcol (decisamente di grande aiuto!).

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mercoledì, 06 agosto 2008

Ciao mia cara Marta-girl, è il tuo Pippo traditore che scrive. Tutte queste cose, avrei voluto dirle al tuo funerale, quando zio chiese se qualcuno voleva ricordarti in qualche maniera e dire qualcosa, ma non ne ho avuto la forza, non quel giorno. Mi manchi in modo esagerato, ma se sei in ascolto lo sai già questo. Oddio però, non so proprio cosa credere. Nel paradiso/inferno ho smesso di crederci e nemmeno tu ci credevi. Che tu sia un angelo custode ora? Mmmm, non credo neanche in questo, perchè se le persone care che perdiamo diventassero angeli custodi, perchè Nonno non ti ha protetta? E poi, sinceramente, il pensiero di doverti immaginare fissa ad accudire e ad osservare le persone a cui tenevi, mi sembra un po' sadico... cioè, non vorrei immaginarti così "intrappolata" in questo ruolo. No. Forse, l'unico pensiero che mi rassicura, è immaginarti parte integrante della imponente forza che è la natura. E tu, con la grande forza che hai dimostrato di avere, di sicuro contribuirai a renderla ancora più maestosa. Ogni volta che il vento mi avvolgerà, avvertirò la tua essenza e sorriderò... ogni volta che una dolce farfalla mi circonderà con il suo volo incerto, sorriderò pensando a te... ogni volta che darò una carezza alla tua micia Audrey, sarà come darle a te...

Non si può portare indietro il tempo, evitare fatti già accaduti, altrimenti stai sicura che l'avrei già fatto. Ci saranno giorni, come quelli passati, in cui non riuscirò a fare niente, in cui sarà doloroso anche respirare, ma ci saranno giorni, come oggi, nei quali la prospettiva è diversa, in cui guarderò al passato con serenità, perchè sono cosciente che nonostante il tuo tempo qui con noi sia stato così breve, così dannatamente breve, quei momenti insieme sono piccole perle che niente e nessuno potrà mai rubare. Anzi, mi sento di dire GRAZIE perchè è stato un enorme onore conoscerti e diventare così legati. Mentre piango per chi non potrà conoscerti, come i piccoli cuginetti che cresceranno senza sapere chi eri.Tu mi hai dato veramente tanto, non immagini quanto, e al tempo stesso, so di essere stato una figura importante per te: riuscivo a farti ridere, a farti stare bene, mi cercavi sempre per allietare il tuo umore. Noi due eravamo gli strulli della famiglia mi dicevi sempre. Mia compagna di brindisi ai pranzi di famiglia!! E in squadra insieme a Taboo? Eravamo fortissimi "Insieme siamo come Will & Grace nel gioco dei nomi" dicesti, anche se nel resto dei momenti, per me eri come una Karen, così sarcastica e spavalda. Lo sapevi e ne andavi orgogliosa. Adoro Karen.

In questi giorni ti ho pianto tanto, e tu, conoscendoti, mi avresti preso in giro per quelle lacrime. Vedendoci singhiozzare avresti fatto del sarcasmo, già ti vedo mentre mi dici "Smettila di piangere, stupida checca". Ah, e io avrei sorriso impacciatamente. Per cui, voglio ridere per te, solo così potrò onorarti degnamente.

Ogni volta che qualcuno riderà alle mie battute e al mio modo di fare, so che anche tu avresti riso e io sarò tranquillo.

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martedì, 05 agosto 2008

Wolverine: "Te lo descrivo. E' come se qualcuno ti avesse sparato una cannonata nello stomaco, lasciando un enorme buco. Ma a un certo punto comincia a chiudersi... e un giorno sarà diverso. Non sarà più così pesante. Ovviamente, un giorno sentirai una canzone, o qualcuno riderà in quel modo, o il vento soffierà nella direzione sbagliata... e il buco si aprirà di nuovo. Che tu ci creda o no, ogni volta si richiude più velocemente."

Spider-man: "E quand'è che si chiude per sempre?"

Wolverine: "La sai già la risposta. Altrimenti non saresti andato in quel cimitero, stanotte. E' per questo che la chiamano 'depressione', perchè ti porta giù... Una morte non è come perdere un lavoro o divorziare. La morte non 'passa'. Devi integrarla nella tua vita. Imparare a conviverci. Ma... le cose andranno meglio..."

Spider-man: "...un giorno?"

Wolverine: "E' quello che devi sperare..."

Spider-man: "Un giorno."

da Fallen son #4 del Settembre 2007

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venerdì, 01 agosto 2008

Anche se avevi solo 20 anni, credo che tu avessi già capito come stare a questo mondo. Non aspettavi le occasioni, ma te le creavi. E cercavi di crearle anche per me. Eri una delle colonne portanti della mia stabilità e adesso che non ci sei più, mi sento in bilico, il vuoto sotto di me mi sta facendo vacillare... sto per cadere.

Ricordo quando cercavi in tutti i modi di spronarmi ad agire. Di darmi coraggio. Come quella volta al Lucca Comics, quando c'era quel ragazzo che mi piaceva ad uno stand di fumetti e tu mi dicesti di andare lì allo stand per creare un approccio. Io non ne avevo il coraggio e adottai la scusa che quei fumetti che vendeva non mi interessavano... ma a te non importavano le scuse. Pochi attimi dopo, mi girai per cercarti e ti vidi lì a quello stand intenta a sfogliare quei fumetti, SOLO per attirarmi lì a richiamarti. Avevi fatto in modo che mi avvicinassi. Ce l'avevi fatta.

Oppure l'anno scorso, quando venni a trovarti e tu organizzasti la giornata al delfinario di Riccione. Per me. E cercasti in tutti i modi di convincermi ad andare a partecipare ad "addestratori per un giorno", dove per una giornata un addestratore ti faceva stare insieme ad un delfino. Sapevi quanto mi sarebbe piaciuto e facesti di tutto per convincermi. Ma lì, per fortuna, non ci riuscisti. Perchè non saremmo potuti tornare a Riccione, perchè due giorni dopo la brutta notizia, il tuo ricovero.... 

Ora dovrò cercare di mettere in atto, da solo, ciò che hai cercato di insegnarmi... 

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